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Vacheron Constantin Overseas Dual Time Cardinal Points in titanio

Dal lancio della terza generazione del Vacheron Constantin Overseas nel 2016, la Maison ha ampliato la collezione con modelli che spaziano dalle semplici versioni a tre lancette ai calendari perpetui e ai tourbillon. Tuttavia, per un orologio originariamente concepito per i viaggi, mancava un semplice indicatore di secondo fuso orario. Questa lacuna è stata colmata nel 2018 con l’Overseas Dual Time e, nel 2021, l’idea ha assunto un carattere più avventuroso con le edizioni Overseas “Everest” in titanio, ispirate a un prototipo indossato dall’esploratore Cory Richards durante le sue spedizioni sull’Himalaya. Per il 2026, Vacheron Constantin prosegue su questa linea con la nuova serie Overseas Dual Time Cardinal Points. L’orologio mantiene il suo fascino originale, ma la realizzazione si evolve con una costruzione interamente in titanio e quattro nuove colorazioni del quadrante.

A prima vista, tutto sembra familiare. La cassa da 41 mm, lo spessore contenuto di 12 mm, le proporzioni equilibrate: siamo nel territorio rassicurante dell’Overseas di terza generazione, introdotto nel 2016. Ma basta avvicinarsi per cogliere il cambio di passo. Partiamo dal materiale: il titanio, ormai imprescindibile per chi cerca leggerezza e resistenza senza rinunciare al prestigio. Non solo la cassa, ma anche il bracciale integrato sono realizzati interamente in titanio, con alternanza di superfici satinate e lucide che è diventata firma stilistica della linea. La lunetta esagonale – chiaro richiamo alla croce di Malta – si presenta con una finitura antracite opaca, ripresa anche da corona e pulsanti, creando un contrasto tecnico e contemporaneo.

Le specifiche restano all’altezza di un vero sportivo di lusso: corona a vite, doppio vetro zaffiro e impermeabilità fino a 150 metri. Il cuore narrativo di questa nuova serie è racchiuso nei quadranti. “Cardinal Points” non è solo un nome evocativo, ma un concept ben sviluppato: quattro colori per rappresentare i quattro punti cardinali.

Il bianco richiama i paesaggi glaciali del Nord, il marrone le terre calde del Sud, il verde le foreste dell’Ovest e il blu l’orizzonte aperto dell’Est. Ogni quadrante è costruito su più livelli di texture. La parte centrale presenta una finitura granulata fine, pensata per ridurre i riflessi, mentre il contatore della data a ore 6 introduce un motivo circolare “snailed” che aggiunge profondità visiva. Due anelli concentrici incorniciano il tutto: uno interno satinato per i minuti e uno esterno laccato con indici a intervalli di cinque secondi. Gli indici applicati e le lancette principali sono in oro bianco 18 carati, trattati con Super-LumiNova blu, mentre la lancetta della seconda ora e l’indicatore giorno/notte a ore 9 si distinguono per un arancione acceso, funzionale quanto estetico.

Girando l’orologio, il discorso si sposta inevitabilmente sulla meccanica. Qui troviamo il calibro automatico 5110 DT/3, evoluzione diretta del movimento introdotto nel 2018 con il Dual Time. Parliamo di un movimento di manifattura, composto da 234 componenti, con frequenza di 28.800 alternanze/ora e circa 60 ore di riserva di carica. Ma più dei numeri, è la qualità esecutiva a fare la differenza: il Sigillo di Ginevra garantisce non solo precisione, ma anche finiture di altissimo livello. Ponti decorati a côtes de Genève, anglage lucidato e una massa oscillante in oro 22 carati incisa con una rosa dei venti – dettaglio che chiude perfettamente il cerchio tematico.

Come ogni Overseas moderno, anche questa versione punta molto sulla modularità. Il bracciale in titanio integra una chiusura déployante a tripla lama con sistema “Easy-fit” per la microregolazione. A questo si aggiungono due cinturini in gomma: uno arancione, con texture ispirata alla croce di Malta, e uno coordinato al quadrante con finitura effetto tessuto e cuciture arancioni.

Nel mondo degli orologi sportivi di alta gamma, pochi modelli riescono a incarnare davvero lo spirito del viaggio quanto l’Overseas di Vacheron Constantin. Eppure, è curioso pensare che solo nel 2018 la collezione abbia accolto una vera funzione dual time.

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