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BASATO SU 1202 RECENSIONI VERIFICATE Swatch ha colpito ancora! Un nuovo MoonSwatch ha appena debuttato esattamente nello stesso momento (09:32 EDT / 15:32 CEST) in cui, nel 1969, decollò il razzo Saturn V della missione Apollo 11. Dimostrando una spiccata sensibilità per il valore storico, Swatch ha lanciato un’altra fantastica variante del MoonSwatch: il Mission To The Moon 1969. Solo 1969 esemplari numerati, undici grammi di Moonshine Gold e un questionario da superare: Swatch trasforma la nuova Mission to the Moon in una caccia al tesoro globale.

Che cosa significa l’iscrizione «OM» presente sia sullo Speedmaster originale in oro realizzato per celebrare la missione Apollo 11 sia sul nuovo Mission to the Moon 1969? Quanti abiti diversi indossa la Regina nel modello How Majestic? E, soprattutto, l’Area 51 ha qualcosa a che fare con Sistem51? Sono tre dei 32 quesiti ai quali bisognerà rispondere per tentare di acquistare il nuovo MoonSwatch.

Swatch ha deciso che, questa volta, non sarà sufficiente arrivare presto, mettersi in fila o conoscere l’indirizzo della boutique giusta. Per entrare tra i 1969 potenziali proprietari di Mission to the Moon 1969 occorrerà superare una sorta di controllo d’immigrazione orologiero: l’ESTA, acronimo di Electronic Swatch Timepiece Application. Il questionario sarà disponibile online dal 16 luglio alle 15:32 CEST e potrà essere inviato fino alle 23:59 del 21 luglio. Soltanto 1969 candidati riceveranno l’approvazione e, con essa, il diritto di acquistare l’orologio. Dietro il gioco delle domande c’è infatti il MoonSwatch più prezioso e probabilmente più desiderato realizzato finora: un cronografo prodotto in 1969 esemplari numerati, con undici grammi di Moonshine Gold 18 carati di Omega e una serie di riferimenti costruiti intorno all’Apollo 11, allo Speedmaster e all’anno che ha cambiato per sempre il nostro modo di guardare la Luna.

Il numero dell’edizione non ha bisogno di spiegazioni. Il 1969 è l’anno del primo allunaggio, mentre gli undici grammi d’oro richiamano direttamente l’Apollo 11. In Moonshine Gold sono realizzati il quadrante, le lancette di ore e minuti, la corona e i pulsanti del cronografo. E non si tratta di un metallo scelto soltanto per il colore: L’ispirazione più evidente è lo Speedmaster in oro realizzato da Omega nel 1969 per commemorare il successo della missione lunare. Il quadrante riprende quella temperatura estetica attraverso una satinatura verticale, contatori incassati, lancette nere e indici smussati in oro con l’interno verniciato di nero. Il logo Omega x Swatch convive con le scritte vintage Speedmaster e MoonSwatch, mentre la lunetta in Bioceramic nero ospita una scala tachimetrica dorata protetta da un trattamento antigraffio.

La cassa conserva le proporzioni ormai familiari del MoonSwatch: 42 millimetri di diametro, 13,25 di spessore e 47,30 tra le anse. Il nero opaco della Bioceramic è il fondale ideale per gli elementi dorati, che non cercano l’effetto gioiello ma ricostruiscono l’atmosfera tecnica degli Speedmaster celebrativi dell’epoca. Il vetro bombato è in materiale biosourced e porta al centro la caratteristica “S” incisa di Swatch. All’interno lavora un movimento cronografico al quarzo; la resistenza all’acqua è di 3 bar.

Il prezzo consigliato è di 600 euro, mentre gli undici grammi di oro a 18 carati avrebbero oggi, secondo una stima teorica riferita alla vendita dell’oro usato, un valore vicino a 929,72 euro. Il dato resta naturalmente indicativo, perché dipende dalla quotazione, dalla purezza verificata e dalle condizioni applicate dall’acquirente, ma l’effetto è irresistibile: Swatch propone un orologio che costa meno del valore stimato dell’oro che contiene. Mission to the Moon 1969 riunisce tutti gli ingredienti capaci di accendere il collezionismo: una tiratura realmente limitata, una numerazione individuale, un materiale prezioso, una provenienza storica suggestiva e un sistema di acquisto che renderà l’accesso più difficile del semplice ingresso in boutique.







