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Richard Mille RM 64-01 Tourbillon Colnago

Prima ancora di condividere un progetto, i due marchi hanno sempre condiviso un modo di progettare. È proprio da questa filosofia comune che nasce il nuovo Richard Mille RM 64-01 Tourbillon Colnago, una serie limitata di soli 50 esemplari che porta nel mondo dell’alta orologeria oltre settant’anni di cultura ciclistica italiana. Non attraverso un semplice esercizio di stile, ma trasformando il linguaggio tecnico di Colnago in un movimento meccanico, in una cassa e in un’estetica pensati come parte di un unico progetto.

Ma che cosa accomuna un telaio da corsa e un tourbillon? Apparentemente nulla. Anche se  Richard Mille e Colnago hanno costruito la propria storia inseguendo gli stessi principi: alleggerire, irrigidire e migliorare ogni singolo componente, eliminando tutto ciò che non contribuisce realmente alle prestazioni.

Ed è proprio questo l’aspetto più interessante della nuova collaborazione. Richard Mille non ha cercato di realizzare un segnatempo che ricordasse una bicicletta. Ha provato, piuttosto, a costruirlo seguendo la stessa logica con cui Colnago progetta da sempre i propri telai. Dall’acciaio ai materiali compositi, ogni evoluzione nasce da una domanda precisa: come aumentare prestazioni, rigidità ed efficienza riducendo contemporaneamente il peso?

È la stessa domanda che Richard Mille si pone ogni volta che sviluppa un nuovo movimento. Ed è probabilmente questa affinità progettuale, più ancora della notorietà internazionale dei due marchi, ad aver reso la collaborazione così naturale. Per entrambi, infatti, il materiale non rappresenta mai un semplice elemento estetico, ma il punto di partenza da cui costruire l’intero progetto.

È osservando il nuovo Richard Mille RM 64-01 Tourbillon Colnago che questa filosofia diventa immediatamente evidente. Per Richard Mille, il movimento rappresenta ciò che il telaio è per Colnago: l’elemento attorno al quale nasce tutto il resto.

Il nuovo calibro RM64-01 è stato sviluppato seguendo tre principi fondamentali, leggerezza, trasparenza e volume, dando vita a un’architettura completamente scheletrata che lascia ogni componente perfettamente visibile. Guardandolo si ha quasi la sensazione di seguire con lo sguardo il profilo di un telaio da corsa, un’impressione che nasce dall’equilibrio tra pieni e vuoti più che da un esplicito richiamo estetico.

La stessa sensazione emerge osservando la disposizione degli organi meccanici. Il bariletto, collocato a ore 1, e il tourbillon, posizionato a ore 7, sono disposti in perfetta simmetria per richiamare la geometria della trasmissione di una bicicletta. È una soluzione tanto discreta quanto intelligente, perché il riferimento al mondo Colnago emerge spontaneamente, senza mai risultare forzato.

Lo stesso approccio si ritrova nei ponti superiori del movimento. Realizzati in titanio grado 5, adottano una caratteristica geometria stellare ispirata ai celebri telai Colnago Master, sviluppati negli anni Ottanta per incrementare la rigidità torsionale mantenendo inalterata la leggerezza della struttura. Successivamente vengono laccati a mano nei colori bianco, azzurro e oro rosso 5N, una palette cromatica direttamente ispirata alla Colnago C68, mentre i piccoli coprimozzo in titanio microbillé completano un insieme che riesce a raccontare l’identità del marchio italiano senza ricorrere ad alcun artificio.

È probabilmente questo il più grande merito del nuovo RM 64-01 Tourbillon Colnago. Richard Mille non ha semplicemente dedicato un orologio a Colnago, ma ha cercato di reinterpretarne il modo di progettare, trasformando una filosofia costruttiva in un movimento meccanico contemporaneo.

Ed è osservando più da vicino il calibro, la cassa e i materiali scelti da Richard Mille che questa filosofia prende definitivamente forma. Se il movimento rappresenta il cuore del nuovo Richard Mille RM 64-01 Tourbillon Colnago, la cassa racconta perfettamente il modo in cui la Maison interpreta il concetto di prestazione. Anche qui nulla è stato scelto per ragioni puramente estetiche: ogni materiale risponde a un preciso obiettivo tecnico, proprio come accade nella progettazione di una bicicletta da competizione.

Le dimensioni della cassa 43,21 × 49,94 mm, con uno spessore di 14,23 mm, racchiudono una costruzione che combina White Quartz TPT, inserti in Blue Quartz TPT e una flangia in oro rosso 5N. Una scelta che riflette perfettamente la filosofia di Richard Mille, dove ogni componente viene selezionato per le proprie caratteristiche meccaniche prima ancora che per il suo impatto estetico.

Per questa referenza debutta inoltre una nuova tonalità di Blue Quartz TPT, sviluppata appositamente per il progetto e ispirata ai colori della Colnago C68. Il risultato è un’identità cromatica immediatamente riconoscibile, capace di rafforzare il legame tra il segnatempo e il mondo del costruttore italiano senza mai risultare eccessiva.

Lo stesso equilibrio emerge osservando la corona, realizzata in Quartz TPT con cappuccio in oro rosso 5N e impreziosita dal celebre Asso di Fiori, simbolo storico di Colnago. Un dettaglio discreto, ma significativo, che conferma come ogni elemento sia stato progettato per raccontare questa collaborazione con naturalezza, senza ricorrere a soluzioni puramente celebrative.

Lo stesso approccio caratterizza il calibro RM64-01, dove ogni soluzione tecnica nasce con un obiettivo preciso: migliorare stabilità, affidabilità ed efficienza. La platina e i ponti scheletrati in titanio grado 5 garantiscono un eccellente equilibrio tra rigidità e leggerezza, mentre il bilanciere a inerzia variabile consente una regolazione estremamente precisa della marcia nel tempo. A completare il progetto interviene il bariletto a rotazione rapida, sviluppato per ottimizzare l’erogazione della coppia lungo l’intera autonomia del movimento.

Il risultato è una riserva di carica di circa 65 ore, perfettamente coerente con la filosofia Richard Mille: non inseguire il dato tecnico fine a sé stesso, ma realizzare un movimento capace di offrire prestazioni costanti e affidabili nel tempo. È un approccio che, ancora una volta, richiama molto da vicino quello di Colnago, dove ogni evoluzione nasce per migliorare il comportamento della bicicletta prima ancora che il suo aspetto.

 

 

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