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BASATO SU 1202 RECENSIONI VERIFICATE Per il mese di giugno 2026, la FHS (Fédération de l’industrie horlogère suisse) indica che “le esportazioni di orologi svizzeri sono aumentate di quasi l’11,2%, raggiungendo quasi 2,4 miliardi di franchi”. Si tratta del secondo mese consecutivo di rapida ripresa, dopo due anni di calo (nel 2024 e nel 2025) delle esportazioni di orologi svizzeri. Siamo di fronte ai primi segnali di ripresa per l’industria orologiera svizzera? Solo il tempo potrà dirlo. Finora, l’andamento delle esportazioni di orologi svizzeri nel 2026 è stato tutt’altro che costante. Dopo un primo trimestre sostanzialmente stabile (+1,4% nelle esportazioni), la FHS ha registrato un forte calo nel mese di aprile 2026. Tuttavia, forse grazie all’arrivo nelle boutique e presso i rivenditori di tutto il mondo dei nuovi modelli presentati a Watches & Wonders 2026, le esportazioni di orologi svizzeri hanno mostrato una tendenza opposta nei mesi di maggio e giugno di quest’anno. Infatti, nell’ultimo mese, le esportazioni sono aumentate dell’11,2%, attestandosi a quasi 2,4 miliardi di franchi svizzeri.

La FHS segnala inoltre che “tutte le categorie hanno registrato una crescita in termini di valore, in particolare gli orologi in metalli preziosi (+2,9%), in acciaio (+5,0%) e i modelli bimetallici, le cui esportazioni sono balzate del 42,1%; va notato che, a causa dell’attuale prezzo elevato dell’oro, il prezzo unitario di tali orologi è aumentato rapidamente”. La stessa tendenza si osserva anche nei volumi, in controtendenza rispetto agli anni precedenti, che avevano mostrato principalmente un calo del numero di orologi esportati, con incrementi significativi per gli orologi in acciaio (+7,0%) e per quelli della categoria “altri materiali” (+21,9%), che include pezzi in ceramica e titanio.

Per quanto riguarda i mercati, si nota che il principale mercato di esportazione per gli orologi svizzeri rimangono gli Stati Uniti, con un valore registrato di 349 milioni di franchi svizzeri e una crescita del 12,7% rispetto allo stesso periodo. Al secondo posto in classifica figura a sorpresa la Francia, che ha registrato un balzo delle esportazioni pari al 103%, arrivando a rappresentare il 10% del totale delle esportazioni di orologi svizzeri. La FHS precisa che “i risultati in Francia rimangono sostanzialmente non rappresentativi della domanda reale su questo mercato”. Ciononostante, il Paese si colloca davanti a Regno Unito, Giappone, Hong Kong e Singapore. La Cina non figura tra i primi 6 mercati per il mese di giugno 2026.

Infine, la Federazione dell’Industria Orologiera Svizzera segnala che, fatta eccezione per gli orologi con un prezzo all’esportazione compreso tra 500 e 3.000 franchi (cifra molto diversa dall’effettivo prezzo al dettaglio), tutti gli altri segmenti di prezzo hanno registrato una crescita; in particolare, il segmento tra i 200 e i 500 franchi (+54%) e quello degli orologi con prezzo superiore a 3.000 franchi, a conferma della crescente domanda di orologi di alta gamma.
Sono necessarie due precisazioni prima di poter parlare di ripresa: in primo luogo, questi dati sulle esportazioni riflettono un solo mese di attività dell’industria orologiera svizzera e fanno seguito a breve distanza all’evento Watches and Wonders 2026; le esportazioni potrebbero essere state fortemente trainate dalla consegna di nuovi modelli ai rivenditori. In secondo luogo, nel primo semestre dell’anno, le esportazioni sono rimaste sostanzialmente stabili a 12,8 miliardi di franchi, registrando un lieve calo dello 0,7%.





