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BASATO SU 1202 RECENSIONI VERIFICATE Il lancio di una nuova collezione da un marchio importante come Omega è sempre un evento significativo. In questo caso specifico, tuttavia, non si tratta propriamente dell’introduzione di un design completamente nuovo, bensì della presentazione di una nuova famiglia di orologi Constellation ispirata all’estetica di un modello storico. Ciò che rende questo lancio particolarmente interessante è anche il fatto che, oltre alla continuità stilistica, porta con sé una notevole innovazione in materia di certificazione. L’Omega Constellation Observatory 2026 è il primo orologio a due lancette ad essere certificato come Master Chronometer.

Il nuovo Constellation Observatory Moonshine™ 18K
Prima di addentrarci nell’interessante argomento della sua certificazione cronometrica, iniziamo con una breve presentazione di questo nuovo Omega Constellation Observatory. Nato come cronometro da uomo nel 1952, il design del Constellation rappresenta un’evoluzione del cronometro “Centenary” in edizione limitata del 1948. Nel corso della sua lunga storia, il modello ha subito innumerevoli evoluzioni e trasformazioni estetiche. Tra queste, i cosiddetti Constellation con quadrante pie-pan degli anni ’50, con la Stella della Costellazione a ore 6 e il medaglione dell’Osservatorio sul fondello. Le anse a “zampa di cane” sono un altro elemento distintivo dei modelli Omega di quell’epoca.
Il nuovo Constellation Observatory reinterpreta questo linguaggio di design vintage in una cassa moderna da 39,4 mm disponibile in acciaio, oro o platino/oro. L’utilizzo di due vetri zaffiro bombati consente di ottenere una cassa relativamente sottile rispetto allo spessore complessivo dell’orologio, 12,23 mm in totale, permettendogli di adattarsi elegantemente al polso. La cassa è anche relativamente corta, con una distanza tra le anse di 47,2 mm. Come omaggio al passato, l’Omega Constellation Observatory riprende la forma classica ma distintiva della collezione, con le anse a “zampa di cane” dalla forma unica.
Un altro richiamo al passato è il ritorno del quadrante pie-pan, che presenta un motivo guilloché lungo il bordo esterno. Gli indici applicati sfaccettati a forma di aquilone sono abbinati a lancette a forma di aquilone. Il logo Omega e la Stella della Costellazione sono applicati, mentre le diciture Observatory, Co-axial e Master Chronometer sono trasferite.

I nuovi Constellation Observatory in O-MEGASTEEL
L’orologio viene proposto in diverse varianti, realizzate nella lega d’acciaio proprietaria di Omega, denominata O-MEGASTEEL, disponibile in argento opalino con indici e lancette in oro, con trattamento PVD blu o verde, oppure con quadrante in ceramica nera lucida e non incisa. Tutte le versioni sono abbinate a cinturini in pelle di alligatore lucida. Seguono poi diverse versioni in metalli preziosi, tutte realizzate nelle leghe d’oro proprietarie di Omega. La versione in oro giallo Moonshine presenta un quadrante coordinato e può essere ordinata con cinturino in pelle o bracciale a maglie. Sono inoltre disponibili le edizioni in oro rosa Sedna e oro bianco Canopus, entrambe con quadrante coordinato e cinturino in pelle. L’ultima edizione è un modello in platino e oro, che riunisce per la prima volta in un’unica collezione tutte e quattro le leghe di metalli preziosi proprietarie del marchio.

I nuovi Constellation Observatory in oro Sedna™ o Moonshine™ 18K
La nuova collezione introduce i calibri 8915 e 8914, entrambi sviluppati sulla piattaforma Co-Axial Master Chronometer già ampiamente collaudata da OMEGA. L’architettura resta quindi familiare in termini di gestione degli attriti, stabilità nel lungo periodo e resistenza ai campi magnetici, ma viene declinata con un livello di finitura e una selezione di materiali che varia in funzione della posizione della referenza all’interno della gamma.

Calibro 8914 Standard
Il calibro 8915, destinato alle versioni in metalli preziosi, integra un rotore scheletrato con lavorazioni differenziate e introduce un uso esteso delle leghe proprietarie del marchio, tra cui Sedna™ e Moonshine™ 18K. Il medaglione Observatory applicato rappresenta uno degli elementi più elaborati, combinando incisione laser e lavorazioni smaltate con inserti in vetro avventurina. Il calibro 8914, invece, si presenta come una variante tecnicamente equivalente ma con finitura rodiata, destinata ai modelli in O-MEGASTEEL, mantenendo la stessa impostazione funzionale.

Calibro 8915 Grand Luxe
Il nuovo sistema sviluppato dal Laboratoire de Précision combina la rilevazione acustica del ticchettio con il tracciamento ottico delle lancette, introducendo un approccio che si discosta in modo significativo dalle metodologie tradizionali. Invece di basarsi sull’osservazione della posizione della lancetta dei secondi a intervalli definiti, la misurazione avviene attraverso l’analisi della frequenza sonora del movimento, rendendo superflua la presenza della lancetta stessa. La cosiddetta Dual Metric Technology consente inoltre una raccolta dati continua lungo un ciclo di test di 25 giorni. Durante questo periodo, il sistema registra non solo il comportamento del movimento, ma anche le condizioni ambientali in cui opera, includendo temperatura, posizione, esposizione ai campi magnetici e pressione atmosferica. Il passaggio da rilevazioni discrete a un flusso continuo di dati permette di ottenere una rappresentazione molto più dettagliata della stabilità di marcia, evidenziando eventuali deviazioni nel momento esatto in cui si verificano e mettendole in relazione con i fattori esterni.

Dal punto di vista della certificazione, i criteri stabiliti dal METAS rimangono invariati, ma il modo in cui vengono verificati subisce un’evoluzione significativa. L’orologio continua a essere testato come sistema completo, includendo precisione, resistenza ai campi magnetici e affidabilità complessiva, ma la misurazione della marcia non dipende più da un’indicazione visiva tradizionale. Questo consente al Constellation Observatory di posizionarsi come il primo due lancette certificato Master Chronometer, non grazie a una deroga ai requisiti, ma attraverso un affinamento degli strumenti di misura.





