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BASATO SU 1202 RECENSIONI VERIFICATE Non c’è bisogno di essere appassionati di orologeria per sapere che il Rolex Oyster Perpetual è uno dei pochi orologi che definiscono il marchio e l’orologeria moderna in generale. Discendente diretto dell’Oyster del 1926, uno dei primissimi orologi da polso impermeabili, questo orologio solo tempo, robusto, preciso e infinitamente indossabile, incarna l’essenza stessa di Rolex. Naturalmente, nel corso degli anni, il concetto è stato continuamente perfezionato attraverso materiali, movimenti e, sempre più spesso, colori del quadrante: basti pensare ai modelli pistacchio e beige dello scorso anno. Le celebrazioni del centenario di quest’anno sono dedicate ai colori. Tanti colori!

Rolex Oyster Perpetual mantiene tutte le specifiche ma punta sulla creatività. Il nuovo Oyster Perpetual 36 (ref. 126000) introduce un audace quadrante multicolore ispirato allo storico motivo del Giubileo, conferendo un aspetto fresco e uno spirito inaspettatamente giocoso, proprio come la referenza Celebration del 2023, a uno dei modelli solitamente sobri del marchio. Non sarà certamente un orologio per tutti, a causa del suo aspetto audace, grafico e colorato, ma apporta una ventata di creatività a un marchio definito per anni dal suo conservatorismo.

Per comprendere questo quadrante bisogna tornare alla fine degli anni ’70, quando Rolex iniziò a sperimentare con i cosiddetti Jubilee Monogram dials. La loro consacrazione arrivò nel 1985, con il Rolex Datejust per il 40° anniversario, e da lì si diffusero su diversi modelli, inclusi Rolex Day-Date.
Erano quadranti discreti, spesso tono su tono, dove il nome Rolex veniva inciso o stampato come texture, più percepito che letto. Il nuovo Jubilee Dial del 2026 mantiene la stessa struttura concettuale, la ripetizione del nome, ma cambia completamente il modo in cui viene comunicata. Qui il monogramma diventa composizione.
Osservando questo quadrante, è difficile non pensare al lavoro di Alighiero Boetti (foto sopra). Le sue opere tessili, costruite su griglie di lettere e colori, giocano su una tensione costante tra ordine e caos, tra significato e pura percezione visiva.
Il parallelo non è solo estetico. Anche qui troviamo una struttura modulare, una ripetizione sistematica, e un uso del colore che non è decorativo ma costruttivo. Le lettere R-O-L-E-X non sono semplicemente stampate: sono organizzate in una griglia che ricorda un puzzle, quasi un cruciverba visivo.
Come nei lavori di Boetti, la percezione cambia radicalmente con la distanza. Da vicino, il quadrante è leggibile: puoi distinguere le lettere, seguire le sequenze, quasi “leggere” il pattern. È un sistema razionale.
Ma al polso, tutto si trasforma. A fare da base troviamo l’Rolex Oyster Perpetual 36, nella sua configurazione più pura: 36 mm di diametro, 11,6 mm di spessore, acciaio Oystersteel e bracciale integrato con finitura satinata.

All’interno troviamo il calibro 3230, automatico senza data, con 70 ore di riserva di carica, frequenza di 4 Hz e scappamento Chronergy. È un movimento ormai consolidato, ma aggiornato nel 2026 insieme allo standard Superlative Chronometer.
Oltre alla precisione di -2/+2 secondi al giorno e alle certificazioni COSC e Rolex, entrano in gioco tre nuovi parametri: antimagnetismo, durabilità e sostenibilità. Un’evoluzione silenziosa, coerente con l’approccio incrementale della Maison.






